La penna dOC

La penna dOC
Solo contenuti da vera penna DOC !

Sei un aspirante scalatore?

Sei un aspirante scalatore?

29/09/16

Landing Page Efficace: perché è così importante?

Mai sentito parlare di "Landing Page"? Se la risposta è no ecco in estrema sintesi una definizione di questa parola,  sempre più utilizzata nel mondo "web"ma per molti ancora abbastanza "oscura"...

Se prendiamo la parola "landing" che vuol dire letteralmente "atterraggio", possiamo tradurre landing page con pagina di atterraggio.

 In effetti è proprio così, solitamente le landing page sono pagine web  a cui si arriva (o meglio si atterra) dopo aver clikkato un banner oppure un annuncio o un link su una  newsletter. E' quindi la prima pagina che vede l'utente, per questo, se si tratta di una pagina aziendale, è molto importante che essa sia scritta in un determinato modo, studiato ad hoc, così da portare l'utente a rivolgersi all'azienda per avere informazioni o, meglio ancora, richiedere direttamente il prodotto o il brand trattato.

Ma a cosa serve e perché è così importante?
Per evitare di fare troppi giri di parole ecco un video che in poche e semplici mosse lo spiega :-)



Il video è realizzato da Luca Orlandini, specialista proprio di Landing Page, che da poco ha scritto un libro "Landing Page Efficace: conquista il mercato con un'offerta invincibile" Edizioni Hoepli che personalmente, nel mio lavoro mi sta tornando davvero utile.

Infatti spiega in maniera estremamente semplice e chiara,  come realizzare delle Landing Page efficaci, che portino quindi gli utenti a entrare in contatto con l'azienda a poi ad usufruire dei suoi servizi.

Perché ne parla la LapennadOc? Semplice! Perché gran parte delle Landing Page è costituita da testi convincenti e mirati a raggiungere l'obiettivo...e chi potrebbe dunque realizzarli se non un copy? :-))

A parte le autocelebrazioni ecco un piccolo esempio fornito da Seo Magazine che forse vi puo' aiutare a capire meglio perché le Landing Page sono fondamentali:

«Descriviamo una situazione tipica, voi siete l’utente e cliccate su un banner oppure su un particolare annuncio Adwords. L’annuncio parlava di un determinato servizio/prodotto che a noi interessa per cui clicchiamo e vediamo dove arriviamo.
Arriviamo su una pagina molto pulita, semplice con poche frasi che colpiscono la nostra attenzione..........

Pensate un pò alla differenza tra arrivare su un sito web  pieno di informazioni, con menù e molte immagini, che magari confondono l’utente che sta cercando un particolare servizio, oppure arrivare su una singola pagina, chiara pulita che ci descrive esattamente quello che cerchiamo. La differenza potrebbe essere effettuare una conversione, oppure perdere un cliente.
Pensate alla differenza che fa cliccare su una pubblicità di scarpe da running, ed essere indirizzati su una home page di un sito con 1000 paia di tipi di scarpe, oppure cliccare su scarpe da running e finire su una pagina che contiene solo scarpe da running.»
(fonte: http://www.seo-magazine.it/cose-una-landing-page/)

Tutto questo per confermare che le landing page sono quindi estremamente importanti per spiegare in maniera veloce ed efficace il prodotto, il brand o il servizio che si vuole pubblicizzare.

Non è quindi consigliato affidarsi a persone che s'improvvisano scrittori persuasivi o al solito parente o cugino alla lontana perchè c'è in gioco la credibilità della vostra azienda e soprattutto l'acquisizione o meno di clienti!

Detto ciò, vi aspetto per potervi aiutare nel vostro "viaggio" verso la Landing Page più efficace ;-)
Alla prossima!


15/09/16

Storytelling e marketing aziendale: due facce della stessa medaglia

Cos'é lo Storytelling?
Sicuramente molti di voi ne avranno sentito parlare più di una volta, ma come sempre, le definizioni all'americana (che vanno sempre più per la maggiore:-)) sembrano molto più "cool" e complesse di quello che in realtà poi significano nel concreto.... 

Un po' come la parola "Coffee Specialist", definizione che da poco ho avuto il piacere di conoscere grazie alla professione di una persona a me molto prossima che me l'ha spiegata una sera tra risolini e battute. 


Per intenderci, per alcune aziende che si occupano della vendita di caffè e di macchine da caffè, si definiscono "coffee specialist" gli operatori telefonici che presso il call center aziendale si occupano dell'assistenza clienti. 

Insomma uno s'immagina una sorta di "Sommelier  del Caffé" o cmq una figura tecnica, atta a conoscere il caffè in ogni sua parte e invece non è altro che l'addetto al Customer Service....  :-)  



Non certo per sminuire la figura in questione, ci mancherebbe, é giusto per far capire quanto una parola inglese ben piazzata sia in grado di "infiocchettare" a dovere ed aumentare di autorevolezza qualsiasi tipo di professione.

Ma torniamo al nostro storytelling e diciamolo, quindi, senza troppi giri di parole: Storytelling significa banalmente (passatemi il termine) "narrare storie".

E fin qui direi nulla di strano, qualsiasi persona sia in grado di raccontare una storia sucitando emozioni e coinvolgendo l'ascoltatore potrebbe definirsi uno storyteller...

La cosa cambia però quando quest' azione deve essere applicata al marketing...ovvero lo storytelling deve avere un preciso obiettivo: quello di portare il cliente all'acquisto di un prodotto o servizio o di fidelizzarlo...

Cos’è quindi lo storytelling rapportato ad un prodotto o ad un’azienda?
E' presto detto:
Fare storytelling di marketing vuol dire costruire una storia (da raccontare al pubblico) che sia capace sì di suscitare emozioni, ma delle emozioni "volute" e determinate che generino nell'ascoltatore il desiderio di acquistare quel prodotto o rivolgersi a quell'azienda.

Non è quindi un gioco da ragazzi ma deve essere un'iniziativa molto ben pianificata, mirata e "pesata" su più aspetti: l'immagine naturalmente, le parole, l'impatto.  

Nell'era di facebook qual è la nostra si può dire tranquillamente che i socialnetwork siano al momento i migliori canali di diffusione di azioni di market storytelling.

L’uso dello storytelling infatti oggi è divenuto sempre più sinonimo di una buona strategia di Social Media Marketing.


Ma come si fa a raccontare effettivamente una storia?

La Penna dOC cercherà di spiegarlo in pochi e brevi passaggi:

STEP 1
Prima di creare la nostra storia occorre fare un'attenta analisi, cercando di focalizzarsi su due fattori non indifferenti che ci permetteranno di "direzionare" al meglio il nostro progetto:
  • Il nostro pubblico
  • Il nostro brand
Analizzare il pubblico, significa cercare di capire il TARGET o i TARGET delle persone che ci seguono sui nostri canali social al fine di individuarne i tratti caratteristici.

Se la nostra pagina aziendale è su Facebook fare questa cosa è piuttosto semplice una volta avuto accesso (se si è amministratori della pagina l'accesso è automatico) ai cosiddetti "Insights", ovvero le statistiche che lo stesso facebook esegue periodicamente sui nostri post (per classificarne e registrarne la copertura, le condivisioni, i mi piace) e sui nostri fan.

E sono proprio le statistiche sui nostri fan che ci permettono di capire:
  • Fasce di età
  • Provenienza geografica
  • Caratteristiche persone raggiunte
  • Caratteristiche delle persone coinvolte (Quale tipologie di fans quel tuo determinato post è riuscito a coinvolgere)
Una volta che abbiamo capito il target nei nostri utenti, possiamo "cucire su misura" una storia senza rischiare che essa venga completamente ignorata.

Per quanto riguarda il brand, bisognerà invece cercare di analizzare nel miglior modo possibile questi elementi: le caratteristiche dei prodotti che vende o propone, lidentità aziendale, i valori fondanti, la sua storia, i passaggi più importanti della sua vita, la mission aziendale.
STEP 2:
Eseguita anche quest'analisi,  a questo punto ci si può concentrare sulla storia, scegliendo una precisa trama che vedrà uno o più protagonisti coinvolti che avranno l'obiettivo di creare empatia con i lettori.

Altri consigli? Per creare al meglio la storia valgono sempre le stesse regole e argomentazioni che da secoli vengono utilizzate in qualsiasi progetto narrativo che rispetti ovvero tematiche come: l'amore, l'amicizia, il lavoro ma anche l'odio, la vendetta o l’avventura (solo per citare le più comuni). Sono queste infatti le argomentazioni che "fanno maggiormente leva" sui sentimenti e sul coinvolgimento dei lettori.


Inutile dire che la storia che vogliamo raccontare dovrà necessariamente avere un inizio, uno svolgimento, un culmine ed una fine.

 Ecco perché fare storytelling su facebook potrebbe essere l'opzione migliore: in questo modo la storia potrà essere suddivisa "in più parti" (o "puntate") che, per un determinato periodo, potranno diventare i nostri "aggiornamenti di stato".

I nostri fan saranno così ancora più motivati a seguire i nostri post perchè verranno "coinvolti" da una storia che catturerà costantemente la loro attenzione.

Via libera per esempio alle storie a fumetti, magari con qualche supereroe come protagonista che, volendo, potrebbe identificarsi nello stesso brand impersonandolo in qualche modo...

  
Via libera anche ad immagini o video, tutto ciò che è d'impatto e che può rendere la storia più appetibile é ben accetto!

Questi i consigli de La Penna dOC, che vi ricordo, si occupa di testi e quindi potrebbe essere davvero molto utile nelle vostre storie:-))))

Alla prossima!





29/08/16

Cosa fa un copywriter? Il mestiere del copy spiegato con parole semplici....


Vorrei condividere uno scritto molto simpatico che, vagando per la rete, ho incontrato.

Spesso quando qualcuno mi chiede esattamente in che cosa consiste il mio lavoro, non è facilissimo fargli capire bene che cosa faccio e devo dire che é anche capitato che la gente mi rivolgesse un paio di volte la stessa domanda per avere ulteriori spiegazioni...

Direi che grazie a questo bellissimo testo finalmente forse è possibile fugare ogni dubbio...

Ringrazio moltissimo il sito http://www.unpostoalcopy.com per avere fatto luce sul problema "identitario" che effettivamente da tempo "affligge" la nostra specie:-)

Buona lettura!

«
All’esclamazione “Voglio fare il copy!” il genitore medio, che non ha altri casi di copywriter nell’albero genealogico e ignora anche il significato di questa parola, generalmente non è preparato al fatidico annuncio del suo pargolo. Egli sognava per il figlio una carriera di medico, avvocato, ingegnere, dentista. Alla peggio insegnante o impiegato previo superamento concorso nella pubblica amministrazione

Il povero padre e la sfortunata madre erano totalmente all’oscuro che il figlioletto adorato coltivasse cotanto sogno. Ma poi il copy… Cosa fa il copy? Il suo lavoro gli darà da mangiare? Potrà pagare il mutuo della casa? Potrà avere figli? Che cos’è un copy?

Il copy, abbreviazione di copywriter, è una specie animale abbastanza diffusa in Italia. Se ne trovano grandi concentrazioni soprattutto in centro città a Milano e a Roma, ma in generale sono sparsi un po’ ovunque su tutto il territorio nazionale.

Chiariamo subito un concetto fondamentale: copy si nasce. Se qualcuno “diventa” copy sta mentendo a sé stesso, in realtà probabilmente doveva fare l’idraulico (e gli sarebbe andata meglio). Un copy in genere nasce da esseri umani sani e apparentemente normali che, per molti anni, ignorano di aver dato alla luce la particolare creatura. I copywriter sono dunque una razza a parte.

Per molti aspetti, essi sono effettivamente assimilabili alla specie umana, difatti la loro alimentazione è molto simile e si adattano più o meno a qualsiasi clima.
Il copy trova il suo habitat naturale in un’agenzia di pubblicità, dove viene pagato per scrivere testi pubblicitari, ovvero quelli che una volta venivano chiamati “slogan” (ma non solo), la cui funzione è convincere più gente possibile che ha assolutamente bisogno di tal prodotto o servizio. È quindi un autore di testi.

Ma non è uno scrittore, perché gli scrittori scrivono romanzi. Non è nemmeno un giornalista, perché i giornalisti scrivono lunghi articoli approfondendo gli aspetti della notizia. Il copy è l’esatto opposto. È il re della sintesi. È molto abile a comunicare in una sola frase (headline), possibilmente corta, quell’aspetto unico e imperdibile di un qualsivoglia prodotto.

Fare il copywriter è un mestiere apparentemente facile: ti pagano per scrivere poco e fai un lavoro “figo”. In realtà il copy medio più che scrivere pensa, pensa parecchio, pensa sempre. Soffre talvolta di ansia da prestazione e non è detto che venga poi pagato così tanto.

Sì, la leggenda narra di copywriter che guadagnano centinaia di migliaia di euro, hanno una vita ricca e avventurosa e vivono in meravigliosi attici al centro di Milano. Quando non sono nella villa a Portofino o nel lussuoso appartamento di New York.

Gli esemplari giovani di questa specie sognano per lo più di fare questo lavoro come se equivalesse a diventare una rockstar internazionale o comunque un personaggio importante a livello planetario.

Ma la verità è che, come per qualsiasi lavoro, c’è chi riesce a emergere e chi no. Per uno Sean Connery o un Renzo Piano, ci sono 200 attori e 300 architetti che fanno il loro mestiere senza apparire sulle copertine dei giornali, e, cosa più importante, ci campano.

È di questo che dovreste andare fieri, cari genitori italiani. Vostro figlio sarà una di quelle persone, e non sono tantissime, ad avere la fortuna di fare il lavoro che gli piace. E non è poco. Abbiamo addirittura sentito parlare di casi in cui dei copy, rimasti per tutta la vita ignari della loro vera natura, hanno finito col fare i ricchi possidenti di grandi catene di alberghi, gli armatori o i petrolieri. Volete che vostro figlio faccia questa brutta fine?

Daniela Montieri     »







Foto tratte da: www.nellpatel.com,  www.kopywritingkourse.com

11/08/16

I "segreti" di Facebook


Ormai lo sappiamo, facebook senza dubbio é il social network più usato dell'epoca moderna.

Non a caso le ultime statistiche effettuate per conteggiare il numero compressivo di utenti in Italia, a gennaio 2016, mostrano un totale di 30.000.000 di persone. Queste sono distribuite tra il 51,7% di maschi e il 48,3% di  femmine. (fonte: http://vincos.it/osservatorio-facebook/)  


Gli utilizzi di facebook sono variegati e vanno dall'usare facebook semplicemente come profilo personale per condividere contenuti (soprattutto foto e video) con i propri contatti e amici, fino all'utilizzo del medesimo come pagina aziendale, o come blog.

In particolare, usare facebook come pagina aziendale è una tendenza che, mano a mano, sta coinvolgendo sempre più società italiane, che hanno finalmente capito l'enorme valore che riveste il socialnetwork per fidelizzare i clienti e trovarne di nuovi.

Valore che poi si riversa sui consumi effettivi, trasformando quelle che sono interazioni virtuali in azioni concrete e quindi vantaggiose per le aziende.

Tuttavia, nonostante tutte le funzionalità di facebook ormai sembrerebbero ampiamente palesate, esistono alcuni "segreti" e strumenti che restano ancora estranei o poco utilizzati dagli utenti.

Facebook infatti è un "mondo tutto da scoprire" che difficilmente l'utente medio arriva ad approfondire, vuoi per la mancanza di volontà o di tempo (ormai infatti con gli smartphone le tempistiche impiegate si sono praticamente dimezzate e difficilmente chi accede a facebook tramite le app ha molto tempo a disposizione per esplorare tutti i "recessi" del socialnetwork) vuoi perché semplicemente "non é del mestiere".

Addirittura io stessa, che da sempre mi occupo di comunicazione social, solo recentemente, grazie ad un corso di aggiornamento, ho scoperto cose che non sapevo e nemmeno sospettavo del "Mostro" social.

Curiosi di sapere quali? Bene! Il seguente post nasce proprio con l'obiettivo di mostrare alcuni di questi "segreti", senza però ovviamente esagerare...altrimenti poi rischio che non abbiate più bisogno di me :-)

Partiamo da uno strumento che sicuramente qualcuno avrà già visto ma che ancora oggi, quando lo "racconto" a molti dei miei clienti, rimangono a "bocca aperta"...

Si tratta del "Sondaggio"...uno strumento che permette, solo però purtroppo ai gruppi, di creare dei sondaggi a risposta chiusa (fornendo le possibilità di risposta tu stesso) o a risposta aperta, permettento agli utenti liberamente di scrivere...

Il sondaggio può rivelarsi uno strumento utile anche per un'azienda perché, se questa, per esempio, creasse dei gruppi territoriali (per es. clienti della Lombardia, clienti del Piemonte o similia) potrebbe indagare sulle preferenze di consumo suddivise per regione e indirizzare eventuali promozioni o vendite in una direzione ben precisa. Ma questo è solo un suggerimento, il sondaggio chiaramente può essere utilizzato come meglio si preferisce.

Creare un sondaggio é molto semplice! Ecco come fare in pochissime e semplici mosse:

1- nella parte dedicata alla scrittura del post clikkare in alto a destra l'icona "crea sondaggio"
2- a questo punto vi comparirà sullo spazio normalmente dedicato al post "chiedi qualcosa": quello sarà il corpus del vostro sondaggio
3- una volta scritto il testo clikkare la dicitura "aggiungi opzioni di risposta": lì invece potrete mettere le "scelte" che gli utenti del gruppo potranno effettuare.
4- alla fine, prima di "inviare" (e quindi pubblicare il tutto), nella dicitura sotto denominata "opzioni sondaggio", vi sarà chiesto se desiderate che tutti gli utenti possano aggiungere risposte possibili al sondaggio e se gli stessi possano dare più di una risposta. Flaggate quello che dei due ritenete più opportuno e pubblicate. 

Il sondaggio é fatto! A quel punto gli utenti potranno partecipare e nel corpus del "post-sondaggio" vedrete mano a mano le risposte e i click.
sondaggio completo di risposte


 









E dopo il sondaggio, qui di seguito un altro interessante strumento che andrebbe utilizzato in maniera sistematica soprattutto dalle aziende ma anche dai gruppi.

Per i gruppi la funzione si chiama "Vendi Qualcosa". La trovate clikkando, sempre nello spazio post, nel menù a tendina in alto a destra "Altro". 


Anche utilizzare questa funzione é molto semplice. 
Se osservate questa immagine..
Potete notare che se clikkate Vendi Qualcosa si apre un form da compilare nel quale vengono richieste queste semplici info:
1- Cosa vendi
2-Aggiungi prezzo
3-Aggiungi posizione (facoltativo)
4-Descrivi il tuo articolo (opzionale)
5- Aggiungi foto

Basta compliarle et voilà! L'annuncio è fatto!!!!!

Una cosa simile esiste anche per le pagine facebook aziendali e si trova nel menù"Offerta,  Evento +" Questo si trova sempre nell'area post ed è sempre in alto a destra


Se ci clikkate sopra, si apre un menù a tendina nel quale potete scegliere diverse opzioni che sono: Offerta, Evento, Traguardo, Nota.

Se clikkate su Offerta ecco che cosa vi compare:


Tra i tanti punti da compilare ci sono: la percentuale di sconto, il titolo, la descrizione, la foto, la data di scadenza dell'offerta, la possibilità di scegliere se l'offerta é valida solo per gli utenti online o nel punto vendita.

Terminata la compilazione di tutti i campi, quello che risulterà sarà un post come questo:
L'ultimo "segreto" che vi voglio raccontare é uno strumento che sicuramente, se adottato e usato nel modo giusto, nella vostra pagina aziendale farà "sold out" di "mi piace" o condivisioni. Si tratta dello strumento "Carosello di foto".

Lo strumento Carosello di Foto si trova nel menù a tendina che troverete se clikkate sull'icona "Foto/Video".


Si tratta di uno strumento disponibile soltanto per le pagine aziendali e non per i gruppi né per i profili personali. Esso consente di compilare un form nel quale viene richiesto di immettere il link del sito dal quale volete trarre le vostre foto.


Una volta inserito il link, facebook in automatico caricherà tutte le foto presenti nel sito, ve le numererà e intitolerà consentendovi di metterle nell'ordine desiderato e dandovi la possibilità di personalizzarle cambiando, per esempio, il titolo in automatico assegnato ad ognuna. 


Il risultato sarà una specie di presentazione dove le foto si alternano come se fossero delle diapositive. Anche in quel caso gli utenti potranno condividere o mettere like alla vostra creazione.

Per oggi i "segreti" di facebook sono terminati, sperando che vi siano stati utili, La Penna dOC ne approfitta, vista la data "estiva", per augurarvi delle buonissime vacanze!


Info Servizi: La Penna dOC si ferma solo per Ferragosto, per contatti e info sarà attiva dal 16 agosto in poi.



fonte foto: www.seaviewwildlife.blogspot.com

04/05/16

Marketing e Social Media in pillole

Sempre più spesso oggi si sente parlare di questo curioso abbinamento: Social Media e Marketing.

E' chiaro che per gli addetti ai lavori è cosa nota ma, in soldoni, cosa significa fare Social Media Marketing? 

Probabilmente la classica azienda sa bene che cos'è il marketing ma magari fatica ad abbinarlo alla parola Social Media. Di contro, il giovane "sempre connesso" saprà molto bene cosa siano i Social Media ma non è in grado di relazionarli all'area Marketing.

Visto la frammentazione delle conoscenze, penso che sia utile per tutti finalmente svelare l'arcano "in pillole" e con parole semplici..evitando quindi di perdersi troppo in termini e slang troppo specifici.

Ecco quindi cosa s'itende oggi per Social Media Marketing:

Il SMM, non è altro che un modo per aumentare la propria popolarità e diffondere ad un vasto pubblico (community) il proprio brand, i prodotti e i servizi, attraverso i molto ben conosciuti Social Network (ovvero Facebook, Twitter, YouTube, Linkedin, ecc.).


Come infatti più volte detto proprio in questo sito, oggi la presenza sui Social Network è fondamentale e proficua. Basti pensare come è veloce e diretta la comunicazione social in confronto a quella classica.

Infatti un messaggio che notoriamente avrebbe bisogno di mesi se non addirittura di anni, per essere diffuso e conosciuto dal pubblico, su Twitter e su Facebook potrebbe tranquillamente espandersi a livello internazionale in poche ore.

Complice di questo fatto il passaparola online, che grazie ai social network si propaga semplicemente grazie ad un "clik" utilizzando le opzioni “condividi” e “mi piace”.


A questo punto vi starete chiedendo quale sia la differenza tra la normale pubblicità fatta sui mass media (giornali, riviste, volantini, tv, radio) e quella fatta tramite social network come lo stra utilizzato Facebook.

A parte l'immediatezza della trasmissione del messaggio, l'altra significativa differenza consiste nel fatto che, mentre con i mass media canonici, il consumatore riceve passivamente il messaggio, senza alcun contraddittorio, sui social network invece è la community che può decretare o meno il successo di quell'azione mediatica, interagendo e lasciando un commento.

Dunque, per concludere...una coordinata azione di Marketing sui social network, a patto che sia ovviamente ben organizzata e che il messaggio sia vincente, può avere un fortissimo impatto a livello commerciale e, in breve tempo, far aumentare il business di una qualsiasi azienda.

Per svolgere questo lavoro in questi ultimi anni si è andata delineando una figura precisa che si concretizza nel Social Media Manager.

Questi non é altro che un esperto in social media e comunicazione che, attraverso una precisa strategia di web marketing concordata ovviamente con l'azienda, si occupa di veicolare, organizzare, pianificare i messaggi di marketing (per esempio ideandoli in base a precisi obiettivi, target di persone e tempistiche di riuscita) e di monitorarne i successi tramite determinati strumenti analitici (ad esempio Google Analytics).

Lo stesso Social Media Manager può concordare con il cliente la strategia migliore per interagire con gli utenti della rete qualora giustamente questi pongano domande o chiedano informazioni.

Ovviamente poi è sottinteso che la capacità del Social Media Manager sta anche nel saper usare nel modo migliore la lingua italiana attraverso frasi d'effetto, foto d'impatto o video coinvolgenti, tutti strumenti che possono essere complementari al messaggio principale.
 E anche qui, come in ogni altro lavoro, inutile dire che non è concessa improvvisazione....
Attenzione quindi a riciclarsi come Social Media Manager quando fino all'altro ieri si è fatto tutt'altro, soprattutto se al di fuori della comunicazione mediatica. Le basi della comunicazione intesa come  efficace e persuasiva sono il minimo.

Io per prima, tutt'ora, sento la necessità di aggiornarmi costantemente su questa nuova e "magica" professione che sembra un gioco da ragazzi ma che in realtà non lo é e che soprattutto cambia e si evolve rapidamente negli anni.


Spero che questo articolo vi sia stato utile per avere quanto meno un'infarinatura su questo argomento, in futuro non mancheranno altri approfondimenti:-)


Fonti immagini:
twelveweek.com
www.spformazione.com
www.corriere.it
www.ominodellecazzate.it
 



12/02/16

Lavoro al computer e salute: come farli conciliare


Sei anche tu uno stacanovista che lavora ore e ore sul PC?
Bene allora prima di rimetterti a lavorare, stacca un attimo lo sguardo dai tuoi compiti e leggi questo post! Tratta del "delicato" equilibrio tra il lavoro al computer e la salute, un aspetto certamente da non sottovalutare.
Recentemente, in occasione di uno dei miei mal di testa a seguito di una giornata di lavoro, ho deciso di andarmi leggere sulla rete un po' di informazioni circa "L'ergonomia informatica".

Che cos'é? Te lo spiego subito! La definizione di ergonomia informatica non é altro che l'insieme delle buone abitudini, di postura e non solo, che chi lavora tante ore al PC come me dovrebbe sapere a memoria.
Ho scoperto tante cose interessanti che vorrei condividere per "allertarti" su quanto potrebbe cambiarti la vita seguire delle semplici regole per poter evitare spiacevoli disturbi, sia nervosi che fisici, legati all'uso prolungato del PC.
Inoltre, come "cigliegina sulla torta", ti darò anche qualche dritta su interessanti applicazioni che girano in rete per poter consentire a noi lavoratori informatici di seguire SENZA DIMENTICARCENE, le facili regole che ti sto per dire.

Partiamo dalla regola base.....assicurati una buona postura!
- Quando sei in procinto di metterti davanti al tuo PC per lavorare, assicurati, prima di tutto, che la sedia sulla quale ti stai per adagiare, SOSTENGA ADEGUATAMENTE la parte inferiore della schiena. Sarebbe meglio che disponessi di una sedia ergonomica come questa 
......ma, se non dovessi averla perché magari lavori da casa o perché nel tuo ufficio ti hanno rifilato quella di vimini della nonna, cerca di regolarla in altezza aggiungendo o togliendo dei cuscini. Banditi completamente gli sgabelli quindi!


-Dopo quest'azione, dai uno sguardo ai tuoi piedi e vedi se toccano comodamente il pavimento o no. In caso contrario, utilizza un supporto da mettere tra il pavimento e i tuoi piedi.

- Successivamente, al fine di limitare al minimo gli allungamenti e fare in modo che le spalle e le braccia siano in posizione corretta , sistema la tastiera e il mouse alla stessa altezza, possibilmente al livello del gomito.

ATTENZIONE: Durante la digitazione e l'utilizzo del mouse é importante tenere i polsi dritti. Se la tastiera dovesse disporre di piedini e ti pare che alzandoli o abbassandoli sia più facile mantenere la postura dei polsi dritta, utilizzali!  

Passiamo poi alle regole da osservare per scongiurare i disturbi visivi da PC.....

 

- Sistema la parte superiore dello schermo a livello degli occhi e assicurati che il monitor sia in posizione centrale rispetto a te.  

 

- Fai in modo anche che la tua posizione sia comoda e che tra te e lo schermo ci sia una distanza pari circa al tuo braccio.

 

 - Durante il lavoro devi consultare dei documenti cartacei? Se ne hai tanti il suggerimento é di utilizzare un sostegno per questi ultimi che li disponga al livello degli occhi.

 

  - Per evitare i riflessi di luce, cerca di disporre il monitor lontano da illuminazioni troppo dirette e cerca di pulire sempre lo schermo . Regola poi i caratteri e la luminosità del computer a seconda delle tue esigenze.

Io per esempio ho trovato giovamento nell'abbassare un po' la luminosità.


Ultimo step fondamentale.....Fai delle pause!!!!!!!!!!!!!

 

Se credi che fare più pause durante le ore che lavori sia una perdita di tempo, attenzione che ti stai sbagliando! Lo sapevi che siamo più produttivi quando intervalliamo il lavoro con delle piccole pause piuttosto che lavorare ininterrottamente per ore e ore?
 Io all'inizio questa regola la ignoravo e ci sono stati dei giorni in cui mi sono trovata davvero 12 ore consecutive sul computer. Il risultato? A parte un forte mal di testa anche il lavoro eseguito non era granché...ho dovuto sprecare poi altre 2 ore a correggere banalissimi errori di distrazione che avrei potuto evitare se solo avessi saputo quanto giovano le "benedette pause".
Si perché, non tutti lo sanno ma fare pausa almeno ogni 2 ore dal PC é un 'abitudine che bisognerebbe prendere e seguire assiduamente. Non a caso, questo comportamento oggi é anche diventato legge, infatti, secondo dlgs 81/2008  in attuazione all’art. 1 della legge 123/2007:  per evitare di prendersi i vari rischi di salute connessi all’attività lavorativa tramite videoterminali, vige l’obbligo per il datore di lavoro di tutelare i dipendenti con misure ad hoc e con interruzioni di un quarto d’ora ogni due ore.
Le misure ad hoc sulla postura le abbiamo già analizzate, resta solo da fare approfondire l'argomento "pause".

  Ecco come fare:


- Pianificare il tempo dedicato al lavoro  in modo da evitare di eseguire la stessa attività o di utilizzare la stessa parte del corpo per periodi di tempo troppo vasti.
Io per esempio ho deciso di fare una pausa ogni qualvolta cambio lavoro, per l'uno o per l'altro cliente. Se però anche il tempo prima della pausa fosse troppo dilatato (più di due ore), allora meglio spezzare in due o più parti anche la stessa attività.
Quando parlo di pause non significa fare ogni due ore mezz'ora di pausa, ma credimi, bastano davvero 10-15 minuti, in cui alzarsi, magari farsi un caffè o sfogliare una rivista, guardare fuori dalla finestra o farsi uno spuntino, per sentirsi molto più riposati e pronti per il prossimo step.
- Fondamentale è poi la pausa pranzo (meglio se di un'ora abbondante) e la pausa merenda (mezz'ora puo' bastare), un'abitudine che un tempo non seguivo, "dimenticandomi" addirittura di mangiare da quanto ero "presa" dal lavoro.
Detto ciò, ora parliamo dell'aiuto che puo' fornirti la tecnologia per seguire queste importanti regole dell'Ergonomia Informatica.
Lo sapevi che esistono, in rete e tra l'altro completamente gratuite, delle applicazioni pensate apposta per ridurre i rischi di salute legati al lavoro sugli schermi?
Ecco le più interessanti:
F.LUX la nuova frontiera per allontanare i disturbi visivi legati alla luminosità del PC

F.lux é un'applicazione incredibilmente intelligente e completamente gratuita studiata apposta per regolare la luminosità dello schermo in base all'ora della giornata.
Lo sapevi che di sera, visto che gli occhi sono più affaticati, abbiamo bisogno di non avere degli stimoli visivi troppo forti? F.lux nasce proprio per questo, in base all'ora della giornata, COMPLETAMENTE IN AUTOMATICO,  ti regola il colore dello schermo in modo tale da non affaticarti la vista.  Succede così che la mattina lo schermo appare molto più luminoso e tendente "al bianco", come se fosse "illuminato dal sole", mentre la sera, con l'arrivo delle tenebre, il tuo schermo comincia ad assumere delle piacevoli tonalità rossastre e molto calde, garantisco, una vera "goduria" per gli occhi:-)! Provare per credere! 
F.Lux lo trovi qui

AWARENESS la campana tibetana che scandisce le tue piccole pause sul computer
  Awareness é un'applicazione che nasce per coloro che come me, passano davvero tante ore davanti al computer, rischiando di dimenticarsi di fare le giuste e piccole pause.
Anche questa applicazione é completamente gratuita ed é davvero molto utile per "destarti" dal tuo lavoro. Per farlo utilizza il suono di una campana tibetana, piacevole e incredibilmente rilassante, nonché lo stesso "gong" che usano i monaci Zen nelle fasi di meditazione yoga.
Per farla funzionare basta programmarla secondo il numero di ore che si desidera far intercorrere tra una pausa e l'altra e secondo il numero di minuti che si vogliono far passare durante lo stacco.  Dopo questi semplici accorgimenti, una volta lanciata l'applicazione il gioco é fatto, la campana scocca in automatico ogni qualvolta arriva l'ora della pausa e registra i minuti che hai trascorso nella stessa.
Io personalmente l'ho impostata ogni ora con una pausa di 5 minuti, perchè ho scoperto essere, per certi versi, molto meglio, delle due ore e dei 15 minuti.  Ma ognuno sceglie quello che preferisce ovviamente.
Curioso? Eccola! Awareness la trovi qui
 
E per finire con le dritte, ecco invece un altro ottimo e valido aiuto che puo' darci la tecnologia per limitare lo stress visivo e contemporaneamente anche ridurre il consumo energetico....

Sto parlando di  Go! Nero la versione "nera" di google, il motore di ricerca più usato in tutto il mondo...Proprio così! Hai capito bene! Esiste una variante del nostro affezionato google che, basandosi su uno sfondo completamente nero a caratteri grigi ci permette di sforzare molto meno gli occhi quando facciamo le nostre ricerche.


  Questo accade perchè il colore nero,  non avendo un alto grado di luminosità, permette ai nostri occhi di guardare lo schermo in modo rilassato. Inoltre, Go! Nero riduce il consumo energetico proprio perchè utilizza molti meno colori e luminosità!
Insomma una vera e propria rivoluzione! Non ci credi? provalo! Vedrai che i tuoi occhi ti ringrazieranno!
Bene, i consigli per far conciliare lavoro al computer e salute sono terminati, spero di essere stata utile a tutti! Alla prossima!






Fonti:
http://www.microsoft.com/hardware/it-it/support/healthy-computing-guide
www.idifdesign.it
https://justgetflux.com/  
http://iamfutureproof.com/tools/awareness/
http://www.gonero.it/